French toast o pain perdu? Senza dimenticare Apicio…

French toast o pain perdu? Bel dilemma per la prima proposta golosa del 2016! E pensate che questa volta per scoprire origine e differenze/analogie tra questi due piatti famosi a livello internazionale ci tocca scomodare la storia.

Oggi, primo lunedì dopo l’Epifania (e Festa dei Re Magi), in Francia si festeggia il lundi perdu o parjuré (lunedì perduto o lunedì spergiuro), una tradizione che vede le sue origini nel XII° secolo quando notari e grandi proprietari terrieri erano soliti riunirsi appunto il lunedì successivo all’Epifania per organizzare dei tribunali straordinari noti come plaids generaux; durante queste assise venivano discussi i crimini e i cittadini, liberi di assistervi, erano chiamati  a presentare accuse e denunce ritenute valide solo dopo aver ‘juré sur les saints’…e da qui il lunedì spergiuro. Poiché tutto ciò avveniva in un giorno lavorativo non remunerato lo stesso ha finito per appellarsi altresì come lunedì perduto.

E siccome tutto mondo è paese, anche oltralpe questo giorno di tribunali straordinari è finito per diventare occasione di festa in tavola e se il piatto simbolo del pranzo è il coniglio alle prugne e uvetta, la tradizione voleva (e vuole, nelle zone dove tutt’ora è viva la tradizione) che per merenda venisse servito il pain perdu (pane perduto) cioè fettine di pane raffermo ammollate in latte e uova e amorevolmente fritte in padella con il burro (c’è sempre il forno per una versione a prova di bilancia…) prima di essere cosparse di zucchero o innaffiate di sciroppo d’acero. Il colesterolo ringrazia!

french toast o pain perdu

french toast o pain perdu

Il French toast non è altro che la versione raffinata del pain perdu, elaborata a metà del secolo scorso negli Stati Uniti d’America (che sono arrivati a dedicargli un National Day, il 28 novembre) e che ha come principale differenza quella di prevedere l’impiego di pane in cassetta o pan brioche (e dunque di avere fettine quadrate!) al posto del più classico pane comune. Ed è quello che vi propongo io…l’ennesimo esperimento in cucina e un pan brioche non riuscito come mi sarei aspettata, che in pochissime mosse…e in pochi secondi…si trasforma in una golosa e peccaminosa merenda.

E’ una preparazione che si presta benissimo anche per riciclare panettoni avanzati dal Natale, come anche le colombe che tra non molto arriveranno sulle nostre tavole.

french toast o pain perdu

Ma Apicio a questo punto cosa c’entra? C’entra e come e grande guaio faremmo se ci dimenticassimo di citare l’aliter dulcia, quello che nel De re coquinaria (uno dei più antichi ricettari della storia) sembrerebbe essere il nonno del pain perdu la cui preparazione prevede di “affettare il pane a pezzi grossi, rimuovendo la crosta e intingerlo in una mistura di latte e uova sbattute. Friggere in olio bollente, ricoprire con miele e servire“.

Non mi resta che augurarvi un buon lunedì e una buona merenda a tutti!

FRENCH TOAST o PAIN PERDU (per 4 persone oppure per 2 particolarmente affamate)

  • 4 fette di pan brioche (oppure di pane raffermo)
  • 2 uova
  • qualche cucchiaio di latte (circa 6)
  • zucchero o miele o sciroppo d’acero
  • una noce di burro

In una ciotola battiamo le uova con il latte. Uniamo le fette di pan brioche o di pane raffermo avendo cura di farle bagnare bene.

In un pentolino antiaderente sciogliamo il burro e trasferiamovi immediatamente il pane. Cuociamo 3 minuti per lato fino a doratura quindi scoliamo il grasso in eccesso, passiamo nello zucchero semolato e trasferiamo su un piatto di portata. Serviamo con frutta fresca, confettura (questa?), miele o sciroppo d’acero.

3 Comments

  • Io opto per la “Schnitte”, variazione meramente linguistica per la nostra versione mitteleuropea, ma la golosità rimane la stessa… buon anno Silvia! 🙂
    Un bacio!

  • Eccomi arrivare con l’anno nuovo e questa bella ricetta del pain perdu.. e con tanto di storia che ne indichi i natali 🙂 Mi piace sempre tanto scoprire qualcosa di più su quello che portiamo a tavola e anche se il pain perdu non l’ho ancora mai preparato, adesso potrò portarlo in tavola raccontandone le origini 🙂
    Buon anno nuovo ricciola 🙂

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