Le #bloggalline al Boscolo Etoile Academy…travolta da un oceano di emozioni

Metti un weekend in un contesto unico.

Metti il primo incontro con tante bloggers…anzi che dico Bloggalline… che condividono con te la passione per il buon cibo, che salgono (quasi sempre) sopra le sedie per fotografare un piatto e che costringono (talvolta) i loro consorti ad estenuanti attese in tavola.

Metti un pomeriggio passato ad impastare ed infornare pane, focacce, pizza e grissini ad una temperatura ambiente quasi tropicale.

Metti che sei talmente stordita da così tante emozioni tutte insieme e stanca da non riuscire ad alzarti dal letto il giorno dopo che torni a casa – tu, la piccola pulce ed il marito – con febbre e mal di gola.

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(foto di del marito di Roberta Morasco – Facciamo che ero la cuoca)

Mamma come mi sono divertita! Sapevo che Monica avrebbe fatto le cose in grande ma mai mi sarei aspettata questa organizzazione.

Il mio primo corso di cucina me lo sarei immaginato in un’anonima stanza del circolo sociale del quartiere ed invece mi ritrovo catapultata in un ambiente unico il Boscolo Etoile Academy, austero all’esterno per essere stato un monastero, quanto accogliente e caloroso all’interno. Il maestro Rossano Boscolo ci dà il benvenuto in un simpatico accento chioggese e ci mostra orgoglioso la sua casa.

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Ci muoviamo come uno sciame di api, rumorosamente seguendo l’ape regina,  girando vorticosamente con gli occhi alla ricerca dei particolari, curiose (e curiosi…considerato che abbiamo al seguito anche diversi mariti…#santisubito come propone Vaty….e cuccioli d’uomo) di scoprire le stanze di questo regno. Scivoliamo – con gli occhi sgranati di meraviglia – dall’aula di cucina a quella dei lievitati, per finire in quella di pasticceria dove, circondate da barattoli di spezie, frutta secca e zucchero invertito, veniamo inebriate da un soave aroma di cioccolato.

Il tempo di finire il giro ed, i nostri occhi prima, e la nostra pancia poi vengono accolti e conquistati da questo spettacolo, espressione della maestria di chef e allievi dell’Academy (cliccate per ingrandire e vi assicuro vi verrà l’acquolina in bocca).

Restiamo incantate. Quasi ipnotizzate dall’impastatrice a braccia tuffanti che ci risparmia il duro lavoro di mescolare a mano 8 kili di semola, acqua ed olio che diventeranno il pane della nostra cena.

Sveniamo (quasi) davanti alla cella di lievitazione che in poco più di mezz’ora ci rende delle file di pane che noi in casa avremmo fatto fatica ad avere dopo 3 ore in forno con la lucina accesa.

Sogniamo ad occhi aperti di avere lo spazio in casa per mettere un forno con la pietra refrattaria grande quanto quello nel quale abbiamo cotto 15 focacce, 6 teglie di focaccine, 20 file di pane e diverse pizze.

Sarà stata la levataccia del sabato mattina, sarà stata l’età che inesorabilmente avanza, sarà stata l’aria condizionata che mi è arrivata dritta nel collo ma sono arrivata a cena che sembravo uno zombie, con un mal di testa del quale non ho ricordi in passato e senza voce. Poi santa Roby che aveva una bustina di antidolorifico in borsa dall’effetto quasi immediato.

Peccato sia passato tutto così velocemente.

E’ stata un’esperienza unica e coinvolgente, anche se è mancato il tempo per conoscere tutte e per parlare con le persone che aspettavi da tempo di incontrare. Vero Roby?

Ma volete sapere la cosa più bella quale è stata?

Vedersi per la prima volta e riconoscersi con un semplice sguardo. Vero Viviana?

Tornare a casa convinta di aver passato una splendida giornata con amiche di vecchia data, a parlare di tutto ma (stranamente) poco, o affatto, di cibo e cucina. Vero AnnaritaElisaLauraPatrizia e Chiara?

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