Pizza di formaggio per la scampagnata su lo Sammicì

Ore 10. Puntualissimi si parte.

8 adulti ed un bambino.

La mia mamma e la zia Re (la famosa filippina) si accomodano nella nostra macchina – nella quale hanno già trovato spazio la borsa frigo, un paio di plaid, un passeggino ed una sacca da golf; il mio papino prende in prestito la Moto Guzzi di mia sorella che lavora (ma, stò ponte te lo potevi fare no?). Lo zio Ro, consorte della zia Re, cavalca fiero la sua Bmw, il cugino G., figlio di Ro e Re, (lucchese di adozione) e la mogliettina E. (lucchese doc) si sfidano a colpi di pedale in sella ad una Bmw ed una Triumph.

Siamo diretti su lo Sammicì…il San Vicino per le cartine geografiche, il Monte Bianco dei favrianesi che fino ad aprile ammirano il suo cappello imbiancato.

Attraversiamo Borgo Tufico, Cerreto d’Esi e arrivati a Matelica, all’altezza dell’ospedale, svoltiamo a sx e cominciamo l’arrampicata. Ci sorbettiamo una mezz’ora di curve e di strada alquanto dissestata prima di arrivare alla meta.

Parcheggiamo senza troppi problemi l’auto e le 4 poto (come le chiama la pulce), scarichiamo i bagagli e ci lanciamo alla ricerca della piazzola perfetta. Ossia di un fazzoletto di prato 1) possibilmente in piano 2) libero da popò di mucche (eh, sì siamo in alta montagna e qui le nostre amiche pezzate pascolano libere) 3) riparato, perché nel frattempo si è levato un po’ di vento 4) comodo, vale a dire non a un km dalla macchina perchè abbiamo borse, borsine e borsette da trasportare.

Per fortuna l’affluenza oggi scarseggia e troviamo subito il nostro spiazzo; prima mossa vengono distesi i plaid dopodiché scatta lo svuotamento della borsa frigo con relativo riversamento del suo contenuto sulla coperta. É solo mezzogiorno e dieci ma a tutti sembra venuta una gran fame (compreso il piccolo che ha subito adocchiato il thermos contenente una mappazzata pasta al pomodoro, che riserverei ben volentieri ad un cane, ma che lui mangia di gran gusto).

La filippina (non poteva essere diversamente) si siede per prima, si copre le gambe con uno strofinaccio ricamato a mano dalla sua amica Rosa e inizia ad aprire le varie incartate…come per magia si materializzano sul plaid un cacio di Norcia, un salame morbido di Genga, una ‘dolce bugia’ salamino portato in dono dai lucchesi, una filetta di pane cotto a legna dalla mia mamma ed una pizza di formaggio orgoglio della cucina regionale marchigiana.

pizza di formaggio

pizza di formaggio1

In pochi minuti di aprono le danze e ciascuno dei commensali si avvicina alla tavola imbandita per servirsi…viene improvvisato un tagliere su un sasso e c’è chi si taglia una fetta di salame e ci imbottisce due pezzi di pizza; c’è chi si piomba sul cacio e lo mangia con un pezzo di pane casareccio, chi preferisce qualche rondella di salamino da stuzzicare a mò di aperitivo ed alternare ad una birra ghiacciata. La bevuta alternativa un bicchiere di Verdicchio!

E’ tutto un intreccio di mani che si passano coltelli, tovaglioli e bicchieri. L’aria di montagna deve averci messo fame perchè nel giro di mezz’ora non restano che briciole!

pizza di formaggio2

Leviamo le tende abbastanza di fretta perchè il cielo comincia a farsi scuro ed a minacciare pioggia (prevista dal meteo, ma da noi assolutamente snobbata)…ci lascia giusto il tempo di scorrazzare un pò con la pulce sul prato.

Vi lascio la ricetta della pizza di formaggio che mia suocera prepara da almeno 40 anni per Pasqua ma che voi potete servire tutto l’anno in abbinamento a formaggio e salumi.  Perfetta per una merenda a base di fave e pecorino.

Potete cucinarla in uno stampo da panettone (come vuole la tradizione) oppure in uno a ciambella.

PIZZA DI FORMAGGIO di mia suocera (dosi per 2 pizze)

  • 5 uova freschissime
  • 15 cucchiai colmi di formaggio grattugiato (pecorino e grana)
  • 375 ml di latte fresco intero
  • 100 gr di grassi (per lei olio Cuore)
  • 100 gr di lievito di birra fresco
  • sale e pepe q.b.
  • 100 gr di emmental o fontina a tocchetti (opzionale)
  • farina 00 q.b. (circa 400/450 gr)

Sciogliete il lievito in un po’ di latte tiepido.

In una ciotola grande unite le uova, il formaggio grattugiato, quello a tocchetti, il latte e l’olio. Regolate di sale (poco) e pepe dopodiché iniziate ad aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Lavoratelo con le mani per qualche minuto e formate due palle (avendo cura che le pieghe dell’impasto restino sotto). Imburrate abbondantemente due stampi di alluminio dai bordi alti (almeno 20 cm)  e mettetevi i due impasti. Ponete a lievitare in un ambiente caldo ed al riparo da correnti d’aria fino a quando l’impasto avrà raddoppiato di volume (ci vorranno circa 3 ore).

Infornate quindi una pizza alla volta in forno già caldo a 200 gradi per un’ora circa (se dovesse colorire troppo copritene la superficie con un foglio di alluminio) avendo cura di mettere sul fondo un pentolino con acqua calda che assicura la giusta umidità durante la cottura.

Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di pic-nic di ‘Oggipanesalamedomani’

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